Vini dei Colli Piacentini

La viticoltura piacentina affonda nella storia le sue radici di tradizione e vocazionalità.
Alcuni reperti archeologici testimoniano la presenza della Vitis Vinifera in epoche remote tra il X e VII sec. a.C.
A tutt’oggi sono coltivati venticinque vitigni. Tra questi solo quattro sono i principi della viticoltura piacentina:
Barbera e Croatina a bacca rossa, Malvasia di Candia Aromatica e Ortrugo a bacca bianca.

Barbera

Il vino Barbera dei Colli Piacentini si contraddistingue per il colore rosso rubino di gradazione intensa e con leggeri riflessi violacei.

All’olfatto presenta un odore caratteristico e vinoso. In base all’etichetta si possono percepire i sentori di frutti a bacca rossa, come more, ribes e mirtilli.

ll sapore è sapido e poco tannico. La versione ferma è generalmente tranquilla, con un gusto che può passare dal secco all’abboccato.

Se frizzante, invece, se ne può apprezzare la spuma evanescente e fine.

Croatina

Dal punto di vista ampelografico, la Croatina presenta un grappolo generalmente grande, conico, alato, allungato e di media compattezza. L’acino è medio, di forma sferica o sferoidale, regolare, con buccia, pruinosa, spessa e consistente, di colore blu chiaro. La Croatina è tipica per presentare caratteri morfologici variabili, con grappoli e acini di forme e dimensioni anche visibilmente differenti.

La Croatina ha epoca di maturazione medio-tardiva, con vendemmia in genere tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre.

Vinificata in purezza, la Croatina dà un vino amabile, fruttato e floreale, di buona alcolicità e sapore asciutto, di corpo e non molto acido.

Malvasia di Candia Aromatica

Il Malvasia di Candia aromatica è un vino ottenuto dalle uve di Malvasia coltivate sulle colline piacentine. Può accompagnare antipasti di salumi, formaggi, tortelli, è ottima come spumante.

La malvasia piacentina è la più interessante tra le 17 varietà di Malvasia esistenti in Italia.
I Colli Piacentini hanno avuto la fortuna di aver ricevuto in dono dalla natura la più ricca e personale tra le 17 varietà di Malvasia esistenti, per giunta incredibilmente versatile, potendo dare buoni e personali vini sia frizzanti, sia fermi secchi, sia dolci passiti.

È un’uva dotata di un corredo aromatico ricco e complesso, tutto da annusare nel vino dotato di aromi di agrumi (arancio, cedro, limone, mandarino, rosa), frutta a profusione (pesca, albicocca, fichi secchi, frutti tropicali, pompelmo), fiori (acacia, fresia, lavanda), note erbacee, salvia, note mielate, spezie.

È impressionante la quantità di questi profumi percepibile in molti vini di Malvasia specie fermi, e spessissimo anche nei frizzanti.

Ortrugo

L’origine del termine “Ortrugo” pare sia da riscontrarsi nell’espressione in dialetto piacentino ‘artruga’ o ‘altruga’, che tradotta in italiano significa ‘L’altra uva’.

In passato, infatti, l’Ortrugo veniva vinificato quasi sempre insieme ad altri vitigni a bacca bianca o come accompagnamento a vini più nobili come la Malvasia. Solo in rari casi veniva vinificato da solo e senza aggiunte.

Sin dall’antichità l’Ortrugo veniva utilizzato quasi sempre come uva da taglio per altri vini prestigiosi a bacca bianca, mentre, grazie a nuovi studi negli anni ’70 alcuni produttori selezionarono alcune viti vecchie per produrre il vitigno dell’Ortrugo in totale purezza. Grazie ai notevoli risultati, intorno agli anni ’80 le viti sono state trapiantate fino ad occupare quasi tutto il territorio emiliano.

Grazie al suo sapore inconfondibile, oggi è riuscito a raggiungere un ampio successo a livello internazionale per la produzione di vini frizzanti e spumanti.

Le tre DOC dei Colli Piacentini